Venezia al di là dei canali, Ryoko Sekiguchi va oltre lo sguardo | Lucia Libri 08.09.26
Una Venezia inedita nel libro della giapponese Ryoko Sekiguchi, un po’ saggio botanico e un po’ diario intimo. Il ritrovamento di un erbario ottocentesco è lo stratagemma letterario che dà il via a “Venezia, millefiori”, non è un’altra guida della città lagunare, ma la possibilità di vedere e conoscerla come un organismo vivo, grazie ai suoi fiori, ai suoi profumi e al passare delle stagioni.

di Arcangela Saverino

In Venezia, millefiori (20 euro, 168 pagine), pubblicato dalla casa editrice Wetlands nella traduzione dal francese di Giampiero Massano, Ryoko Sekiguchi compie un’operazione sottilmente eversiva, restituendo a Venezia la sua dimensione “orizzontale”, ovvero non quella dei canali, ma dei campi, delle barene, degli orti e giardini insospettabili e quasi invisibili che il turista non vede mai perché troppo occupato a guardare in alto, verso i palazzi. L’autrice giapponese scava negli strati di una città che la letteratura ha quasi sempre raccontato come pietra e acqua, dimenticando che prima del marmo c’era la terra, e prima dei palazzi c’erano le erbe.