di Arcangela Saverino
In Venezia, millefiori (20 euro, 168 pagine), pubblicato dalla casa editrice Wetlands nella traduzione dal francese di Giampiero Massano, Ryoko Sekiguchi compie un’operazione sottilmente eversiva, restituendo a Venezia la sua dimensione “orizzontale”, ovvero non quella dei canali, ma dei campi, delle barene, degli orti e giardini insospettabili e quasi invisibili che il turista non vede mai perché troppo occupato a guardare in alto, verso i palazzi. L’autrice giapponese scava negli strati di una città che la letteratura ha quasi sempre raccontato come pietra e acqua, dimenticando che prima del marmo c’era la terra, e prima dei palazzi c’erano le erbe.