di Paolo Cacciari
Il primo attestato di merito va alla casa editrice wetlands. Un gioiello d’altri tempi per scelta dei testi e fattura. Nata a Venezia per Venezia, su un progetto editoriale che non poteva non avere al centro i temi congiunti della giustizia ambientale e sociale. «Wetlands – scrivono gli editori - è la proposta di una nuova visione della società contemporanea, che è scaturita dall’ecosistema della Laguna di Venezia per poi allargarsi a tutti quei luoghi che nel mondo ne condividono fragilità e potenzialità […] esplora temi ambientali, urbanistici, sociali, antropologici e culturali, intrecciando rospettive locali e internazionali». In coerenza con questi propositi, i volumi sono prodotti nella forma di impresa no-profit, a filiera e manodopera locale, carbon neutral, stampati su carta eco-sostenibile. Un modo concreto di resistere alla tragica banalizzazione mercatistica della città e alla sua lenta (ma non tanto!) distruzione.
Un secondo attestato di riconoscenza va a wetlands per aver finalmente portato Rob Nixon ai lettori italiani. Uno scrittore pluripremiato per gli studi letterari dedicati all’ambiente, docente di scienze umane e letteratura post-coloniale all’università di Princeton. È nato e ha studiato in Sudafrica, dove ha imparato alcune lingue africane, conferenziere e collaboratore del New York Time, di The Guardian e di molte altre testate internazionali.