Slow Violence Il tempo della giustizia ambientale | Quaderni della decrescita 01.10.26
Rob Nixon è tra i massimi cultori della letteratura ambientale. Ha un background in studi postcoloniali e ritiene che gli scrittori e le scrittrici (maggioritarie) che si occupano di questi temi dando voce ai movimenti che difendono l’abitabilità dei territori siano da considerare a tutti gli effetti degli attivisti per la giustizia sociale ed ecologica.

di Paolo Cacciari

Il primo attestato di merito va alla casa editrice wetlands. Un gioiello d’altri tempi per scelta dei testi e fattura. Nata a Venezia per Venezia, su un progetto editoriale che non poteva non avere al centro i temi congiunti della giustizia ambientale e sociale. «Wetlands – scrivono gli editori - è la proposta di una nuova visione della società contemporanea, che è scaturita dall’ecosistema della Laguna di Venezia per poi allargarsi a tutti quei luoghi che nel mondo ne condividono fragilità e potenzialità […] esplora temi ambientali, urbanistici, sociali, antropologici e culturali, intrecciando rospettive locali e internazionali». In coerenza con questi propositi, i volumi sono prodotti nella forma di impresa no-profit, a filiera e manodopera locale, carbon neutral, stampati su carta eco-sostenibile. Un modo concreto di resistere alla tragica banalizzazione mercatistica della città e alla sua lenta (ma non tanto!) distruzione.

Un secondo attestato di riconoscenza va a wetlands per aver finalmente portato Rob Nixon ai lettori italiani. Uno scrittore pluripremiato per gli studi letterari dedicati all’ambiente, docente di scienze umane e letteratura post-coloniale all’università di Princeton. È nato e ha studiato in Sudafrica, dove ha imparato alcune lingue africane, conferenziere e collaboratore del New York Time, di The Guardian e di molte altre testate internazionali.