di Arturo Bollino
Il sorriso più inspiegabile di sempre, si sa, è quello della Gioconda di Leonardo Da Vinci. Esiste però anche una foto quasi altrettanto enigmatica, l’unica in cui Franz Kafka sorride, riportata a pagina 11 di Kafka in Italia (119 pagine, 16 euro) di Benjamin Balint, tradotto da Fabio Pedone per le edizioni wetlands; un volume – nato da una residenza dell’autore a Venezia, nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria – che ricostruisce i quattro viaggi compiuti da Kafka nella penisola tra il 1909 e il 1920 e poi ne segue l’eredità nella cultura italiana.