Benjamin Balint e il sorriso di Kafka, in vacanza da se stesso | Lucia Libri 30.09.26
Un turista qualunque, capace di godersi il mare, goloso di gelati. È il Franz Kafka che racconta Benjamin Balint, meno astratto, non ridotto solo al mito dell’angoscia moderna e all’abusatissimo aggettivo “kafkiano”. Nel volume “Kafka in Italia” si raccontano quattro viaggi del genio praghese nella penisola e la sua eredità nella cultura italiana

di Arturo Bollino

Il sorriso più inspiegabile di sempre, si sa, è quello della Gioconda di Leonardo Da Vinci. Esiste però anche una foto quasi altrettanto enigmatica, l’unica in cui Franz Kafka sorride, riportata a pagina 11 di Kafka in Italia (119 pagine, 16 euro) di Benjamin Balint, tradotto da Fabio Pedone per le edizioni wetlands; un volume – nato da una residenza dell’autore a Venezia, nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria – che ricostruisce i quattro viaggi compiuti da Kafka nella penisola tra il 1909 e il 1920 e poi ne segue l’eredità nella cultura italiana.