di Gianluca Anoè
Un'opera nata “sul campo”, scritta da Sekiguchi nel corso di una serie di residenze artistiche in città e frutto di una collaborazione biennale con l'editore lagunare. Pubblicato recentemente in Francia, dove la scrittrice risiede, arriva ora nelle librerie italiane nella traduzione dal francese di Giampiero Massano.
Il romanzo prende piede dalla scoperta dell’erbario di Ilaria, botanica veneziana dell’Ottocento, e si sviluppa come un viaggio tra profumi e sapori nascosti della città lagunare. Attraverso materiali d’archivio, frammenti botanici, visioni poetiche e scambi epistolari, l’autrice costruisce una narrazione che intreccia passato e futuro, riportando alla luce una Venezia segreta, attraversata da una presenza vegetale sorprendente.
Ciò che emerge, spiega l'editore, è «una topografia sensoriale e immaginifica, in cui le vite delle donne del XIX secolo si intrecciano con la natura dei luoghi, restituendo un ritratto inedito della città, sospeso tra realtà e immaginazione».