Il 1951 segnò, secondo lo studio di Paola Somma, una cesura decisiva nella storia di Venezia: decisioni politiche e amministrative adottate in quell’anno avrebbero avviato processi che hanno trasformato il centro storico in un luogo sempre meno abitato e sempre più esclusivo. Il nuovo libro, pubblicato da wetlands e disponibile in libreria e online, ricostruisce quel passaggio cruciale attraverso documenti d’archivio, verbali comunali e la stampa dell’epoca.
Somma affronta il tema a partire dal risultato elettorale che pose fine all’esperienza amministrativa post‑Liberazione, guidata da una giunta socialcomunista. Per l’autrice quella sconfitta segnò la fine di un tentativo concreto di ridurre il divario tra Venezia e la terraferma, con conseguenze durature per la composizione sociale della città.